I simulatori Reanatomy alla masterclass dell’Università di Torino sull’MCS

I dispositivi di supporto circolatorio meccanico (MCS) sono considerati una risorsa sempre più strategica nel trattamento dell’insufficienza cardiaca. Alle più avanzate tecnologie e strategie chirurgiche in questo campo è stata dedicata la masterclass ospitata il 7 e 8 giugno dal Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino. Esperti di fama internazionale provenienti da Europa, Stati Uniti e in Giappone hanno illustrato ai chirurghi cardiotoracici e ai professionisti del settore medico gli ultimi progressi nelle procedure MCS attraverso un’esperienza pratica di laboratorio a umido e a secco, workshop interattivi e dimostrazioni di dispositivi.

La parte teorica del programma ha riguardato prevalentemente l’impianto VAD (Ventricular Assist Devices) e la circolazione extra corporea.

Reanatomy ha contribuito a questo importante evento scientifico in qualità di fornitore dei modelli di cuore in 3D printing utilizzati dai corsisti durante le simulazioni in laboratorio. Sotto la guida di chirurghi esperti, anestesisti e specialisti in terapia intensiva, decine di cardiochirurghi in formazione hanno potuto sperimentare sui cuori Reanatomy le nuove tecniche di intervento e sviluppare competenze necessarie ad un utilizzo di successo dei sistemi di supporto circolatorio meccanico a breve termine e durevoli.

Oltre ai cuori in 3D printing, Reanatomy ha fornito alla masterclass torinese le vasche di supporto operatorie per il fissaggio dell’organo e l’esecuzione della simulazione chirurgica. 

Masterclass di questo livello esigono la miglior qualità nel materiale utilizzato a scopi formativi, pertanto avere partecipato al congresso di Torino rappresenta per noi di Reanatomy un importante riconoscimento e un motivo di grande soddisfazione – afferma Alessandro Meggio, a.d. dell’azienda vicentina -. Il significato di questi eventi è che i mezzi a disposizione della medicina evolvono e i suoi orizzonti si ampliano. E’ un insegnamento che facciamo nostro, migliorarci continuamente è indispensabile: solo così possiamo essere al passo con la scienza per formare i chirurghi secondo le metodologie più evolute”.

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